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La grande distribuzione organizzata punta sulla tecnologia ad idrogeno

ciclo dell'idrogenoIl gruppo belga Colruyt, conosciuto principalmente per le sue attività nel settore della grande distribuzione alimentare e per il suo forte contributo allo sviluppo delle energie verdi, ha inaugurato una nuova stazione a idrogeno per lo stoccaggio dell’eccesso dell’energia elettrica prodotta dalle sue attuali fonti eoliche e solari.

Quest’unità supplementare, che porta la capacità totale dell’impianto, installato nel 2012, a 120 kilowatt, sarà dotata di una batteria a combustibile capace di riconvertire l’idrogeno in elettricità, che servirà ad alimentare circa un quarto dei carrelli trasportatori in uso nel centro logistico della Colruyt.

L’energia sarà anche utilizzata per il ricarico dei 3 veicoli per trasporti con batteria a idrogeno che attualmente circolano sulle strade belghe. L’investimento totale del gruppo in tale progetto ammonta a 6 milioni di euro, ma c’è l’intenzione di iniettare altri 5 milioni supplementari di investimenti per la creazione di una rete di 20 stazioni ad idrogeno entro il 2020.

Come funziona
Il principio alla base del funzionamento della fuel cell è quello della generazione diretta di elettricità, a partire dai due gas reagenti idrogeno e ossigeno tramite la membrana a scambio protonico detta PEM. In essa l’idrogeno si separa in protoni ed elettroni sull’anodo.

I protoni passano attraverso la membrana per raggiungere il catodo mentre gli elettroni attraversano un circuito esterno fornendo potenza elettrica. Un sistema completo composto da impianto fotovoltaico, elettrolizzatore, serbatoio di accumulo di idrogeno e fuel cell, permette di conservare l’energia in eccesso da riutilizzare nei momenti in cui l’energia solare non è disponibile (ad esempio di notte).

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L’aspetto che conferisce ancora più importanza strategica alle celle a combustibile, consiste nella assenza totale di emissioni inquinanti in atmosfera, infatti la cella a combustibile converte per via elettrochimica (senza combustione) l’idrogeno e l’ossigeno dell’aria direttamente in corrente elettrica, generando come sottoprodotto del processo acqua calda e calore.

Le celle a elettrolita polimerico (PEM, Polymer Electrolyte Membrane), usano come elettrolita una membrana polimerica a elevata conducibilità protonica e funzionano a temperature comprese tra 70 e 100 °C; sono sviluppate soprattutto per la trazione elettrica e la generazione/cogenerazione di piccola taglia (1-250Kw). Si stanno affermando come tipologia di punta sia dal punto di vista produttivo che commerciale.

L’idrogeno è considerato il combustibile del futuro: le sue particolari caratteristiche ne fanno una fonte d’energia ideale. E’ compatibile con l’ambiente in quanto il suo utilizzo non produce emissioni inquinanti ed ha il più alto contenuto energetico per unità di massa fra tutti i combustibili.

A temperatura ambiente è un gas incolore, inodore e praticamente insolubile in acqua. Esso non può essere definito una fonte energetica in quanto la sua produzione deriva dall’elaborazione di altri prodotti; per questo motivo viene più correttamente classificato come vettore energetico (come la benzina, il gasolio ed il gpl).

Fonte:
ICE BRUXELLES
www.criorigenera.it
http://www.rosarioberardi.it/

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