Come proteggersi da eventuali conflitti a fuoco o in caso di rapina

Problema: Oggi molte armi sono in circolazione. Tv e giornali parlano di stragi tutti i giorni. Stragi a Scuola, rapine a mano armate. Lo stato più colpito gli USA. Come difendersi?

Soluzione

La soluzione è ricercare e sviluppare materiali compositi indossabili in grado di schermare il nostro corpo (bambini, adulti, anziani) da eventuali proiettili vaganti.

C’è riuscita  un’azienda colombiana non lontana da Bogotà (attiva dal 1992 quando il paese era in preda al narcoterrorismo)

In questa fabbrica si  producono alcuni degli indumenti antiproiettile piu’ sottili al mondo; si tratta di giubbotti, giacche e camicie posizionati a livelli di protezione balistica da II a IV. Una canottiera livello III puo’ resistere ai colpi di un kalashnikov.

La stessa fabbrica produce  anche un tessuto che puo’ resistere a una pistola elettrica. Questa produce una scossa non letale che stordisce temporaneamente. Grazie al tessuto la mano è intatta.

Non possiamo conoscere i segreti di questi prodotti ma abbiamo osservato i test a cui vengono sottoposte queste maglie flessibili. Sono tessuti che tanto negli Stati Uniti che in Israele sono considerati fra i piu’ resistenti al mondo. Gli esperti sparano contro i giubbotti antiproiettile con fucili da caccia, ma anche kalashnikov e altre armi automatiche.

I risultati degli impatti sono controllati due volte da autorità indipendenti.

MIGUEL CABALLERO, produttore di indumenti antiproiettile: “Lavoriamo allo sviluppo di prodotti flessibili che pesano poco e sono molto discreti. Cominciamo a sfruttare anche le nanotecnologie con tessuti che quindi diventano termoregolabili e consentono temperature fra i 13 e i 17°. Aggiungiamo elementi di discrezione là dove finiscono le imbottiture in modo che questi indumenti passino inosservati”.

Riteniamo che sia una innovazione che presto farà parlare. Invito magari qualche fashion designer a pensarci un po. Gli sbocchi commerciali sono altissimi dato il contesto di insicurezza che viviamo oggi.

Trasferimento:

  • Turismo in paesi a rischio
  • Scuole
  • Fotoreporter
  • Tv operator
  • Commercianti
  • Industria tessile
  • Start Up

Ecco il video che speriamo possa ispirare qualche appassionato di materiali compositi.

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